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Wellness e nuove prospettive di mercato

wellness e nuove prospettive di mercato

e nuove proposte di mercato 

Il termine “Wellness” sta rapidamente conquistando uno spazio nel lessico quotidiano.
Ma siamo davvero sicuri di sapere cos’è, quali siano le differenze col Fitness e che
prospettive può garantire nel nostro settore?

 di Stefano Carlini

Nell’ipercinetico mondo del benessere, l’attenzione del consumatore - o se volete, chiamatelo appassionato - è in continuo movimento e in rapida trasformazione, quasi ci fosse la paura di annoiarsi o di perdere del tempo con formati di esercizio che vengono consumati velocemente, con la logica del fast food e della frenesia.
E pensare che lo yoga è una disciplina che è rimasta immutata da secoli, mentre nel fitness nulla dura troppo a lungo e una specie di mania compulsiva ci obbliga a un continuo rinnovo.
Oggi è il momento del Wellness, inteso come evoluzione di un mercato e di un settore - il Fitness - che fa ormai parte dei normali elementi quotidiani che nascono come rimedio a un modello vita che il progresso ci ha consegnato sedentaria e ricca di grassi saturi.
Il Fitness va quindi a braccetto col Wellness, dove l’uno diventa il completamento dell’altro,
in un quadro complessivo che garantisce da una parte movimento per i muscoli e per il
cuore mentre dall’altra si focalizza il benessere olistico.
Il concetto emergente perciò, dopo il consolidamento dell’elemento Fitness, è quello che
invita a una attività fisica più morbida, più concettualizzata, più meditativa: il Wellness
appunto, anche se, oggi, è difficile assegnargli una esatta definizione.
Il termine “Wellness” è stato utilizzato per la prima volta nel 1950 da Halbert L. Dunn,
medico americano, quando fece un riferimento all’esercizio fisico dell’antica Roma e della Grecia e allora - come per molti anni a seguire - definiva un concetto un po’ fumoso che è stato riesumato da un sociologo, Donald Ardell, oggi docente alla Università della Florida, con un trattato dal titolo: The Ardell Wellness Report, pubblicazione che risale al 1984 e che appare esattamente dieci
anni dopo il primo vagito del termine “Fitness”, indicazione quest’ultima che vide la luce nel 1974 grazie al dottor B.S. Sharkey che ne dava indicazioni nel suo lavoro dal titolo: Physiological Fitness and Weight Control.
C’è da rilevare che il Wellness, negli anni ottanta, non rappresentava certo quello che si intende oggi, ma era quasi un sinonimo di Fitness.
È solamente da qualche anno che l’accezione del termine Wellness sta a indicare un modo “body & mind” di intendere il movimento e l’esercizio fisico, in quanto il mercato, che tende a schematizzare e a semplificare le cose, gli ha assegnato un significato ben preciso.
Oggi quindi il Wellness rimanda al Pilates, allo yoga, alla meditazione ma anche all’aromaterapia, allo shatsu e a tutto ciò fornisca benessere in forma morbida e mentale.
Il Wellness rappresenta così oggi un mercato che include programmi, insegnanti specializzati,
prodotti (materiale per le discipline olistiche, impianti per piccole terme in palestra…) e un indotto di clientela che richiede specificatamente tale approccio all’esercizio fisico.
Che la suggestione derivata dal termine Wellness sia in ascesa, lo dimostrano anche i titoli delle ultime fiere di settore: Rimini Wellness, Wellness World Exhibition (la fiera di Milano), e probabilmente altre ne seguiranno.
I sette aspetti del Wellness
Che il Wellness costituisca un vero e proprio settore lo dimostra il fatto che, negli USA, ormai da tempo circolano una sorta di comandamenti che ne vogliono regolare l’approccio, sette distinti aspetti che identificano altrettante dimensioni che rappresentano questo fronte del benessere:
1. Wellness Sociale
Processo di sana relazione con le persone che hanno a che fare con noi.
2. Wellness fisico
Processo che vuole creare un corpo in forma attraverso il giusto equilibro di elementi come regolare esercizio, minimo uso di caffeina e alcolici, giusta dose di sonno…
3. Wellness emozionale
È il processo che crea emozioni positive e fa accettare se stessi come persona.
4. Wellness della carriera
È il mantenimento della giusta e corretta relazione col proprio lavoro, affinchè sia bilanciato con gli altri aspetti della vita, più legati al gioco e alla cura di se stessi.
5. Wellness spirituale
Tende a dimostrare il valore della propria persona attraverso il comportamento e con i fatti, che possano dare un contributo positivo agli altri.
6. Wellness intellettuale
Utilizza la mente e la propria intelligenza per la comprensione dei fatti e delle cose, anche quelle con le quail non si è d’accordo.
7. Wellness ambientale
È il contributo che si da a sostegno della qualità della vita e dei luoghi dove si vive: riciclo dei rifiuti, risparmio energetico, supporto al minor impatto ambientale.

Da questi assunti, in America si è sviluppato il concetto di Wellness che oggi è entrato nel lessico quotidiano e nell’accezione comune di indicare il fitness morbido.
Il Wellness e il mercato attuale
Oggi il Wellness rappresenta un segmento di mercato che rispetta la naturale evoluzione
del settore. Sostanzialmente, si può dire che tutto ciò si è lentamente imposto nei fitness club come olistico, oggi è incluso nella vasta area del Wellness.
E qui nasce l’incertezza che ha caratterizzato i primi anni nei quali si parlava di fitness: negli anni
ottanta una delle domande più ricorrenti (soprattutto da parte della stampa), era quella che cercava di ottenere una definizione di fitness. Le risposte più astruse e complicate si sprecavano
mentre oggi è comunemente accettato che fare Fitness significa semplicemente praticare ciò che una palestra ti propone e che abbia come obiettivo la forma fisica, quando questo non sia possibile farlo all’aperto.
Oggi avviene la stessa cosa col Wellness. non si capisce bene infatti cosa includa e alcuni si spingono a voler comprendere nel Wellness anche ciò che appartiene a pratiche puramente meditative come l’aromaterapia, la cromoterapia, le tecniche di respirazione.
E forse hanno anche ragione, ma solo tra qualche anno si saprà qualche cosa di più su quello che sta sotto l’ombrello che contiene il Wellness.
Di certo si sa che la prima distinzione risale al 1990, quando Bouchard suddivide l’attività fisica in “Fitness” e “Health and Wellness”, dove si intende per Wellness tutto ciò che si riferisce a un allenamento morbido e senza il dovere di seguire le sequenze dettate dalla musica. David Stauffer, docente FIF che fa spesso la spola tra l’Italia e gli USA, è il nostro occhio sul territorio americano.
“In America si sta imponendo lentamente ma con decisione il concetto di Wellness - spiega - perchè le persone vogliono raggiungere il benessere anche attraverso un’altra strada che non sia quella dell’allenamento duro a tutti i costi. Così si sta assistendo al successo di tutti i programmi olistici, ma anche ditrattamenti al corpo,terapie alternative,meditazione…”
Anche l’Italia non sfugge alla tendenza che sta conquistando il mondo. “Nei nostri club il Wellness
assume una posizione privilegiata - racconta Pierluigi Vagali, responsabile della catena Virgin
Active Italia - in quanto oggi il fruitore del servizio ha affinato la consapevolezza delle pratiche che stimolano la percezione più sottile, senza dimenticare che chi pratica l’allenamento con i pesi può fare ancheyoga. Non occorre scegliere un tipo di attività piutttosto che un’altra, perchè Fitness
e Wellness sono complementari e non alternativi.” Fiorenza Conti, che ha ricevuto il testimone
dal padre nella conduzione del club a Milano, ha le idee piuttosto chiare.
“Il Club Conti propone in realtà Wellness dalla sua creazione, cinquant’anni fa - informa Fiorenza
- ma a osservare bene le cose, la differenza tra Fitness e Wellness risulta un po’ forzata, arbitraria.
In realtà occorre soffermare l’attenzione sulla cultura del benessere che può passare per un
percorso più olistico o maggiormente, per così dire, fisico. Cosa si pensa quando si parla di Wellness?
A Milano l’idea è ancora molto legata alla bellezza, mentre in realtà il Wellness è più legato al
concetto di funzionalità.” Giuseppe Lai è direttore responsabile del periodico “Più salute e benessere” e la sua opinione sul Wellness è legata al concetto di velocità.
“Il Wellness, rispetto al Fitness, è un approccio lento all’esercizio e include un ritorno alla giusta
dimensione del corpo, che significa anche ascoltarsi. Il movimento, quindi, avviene nel rispetto dei
parametri fisiologici.” Ester Albini, presenter svizzera della FIF, ha una visione che prende spunto dalla sua esperienza nel Pilates e nelle discipline morbide. “Wellness differisce da Fitness, in quanto nel primo caso non si ricerca un obiettivo preciso, come l’aumento dei muscoli o una prestazione precisacardiovascolare. Wellness rappresenta un modo di raggiungere il benessere attraverso una serie di pratiche, dalla ginnastica dolce ai trattamenti termali.
Non è un caso che oggi i centri benessere vendano i propri servizi come Wellness.”
Quale futuro e soprattutto quale presente per il Wellness?
Il Wellness è quindi un “work in progress”, un qualcosa che sta evolvendo e che sta definendo il proprio profilo. Diciamo che oggi Wellness è la cura sottile del corpo e che passa per i programmi olistici di esercizio (e sono tanti), ma anche per i trattamenti termali, gli interventi che inducano rilassamento come la respirazione, la meditazione, il massaggio.
Wellness è il rallentamento deciso e netto della velocità imposta dal Fitness, così da creare un formato di allenamento del tutto peculiare, che strizzi l’occhio alle metodiche orientali e che ricerchi
anche una componente di equilibrio mentale.
Se il Fitness si rivolge principalmente al corpo, il Wellness lascia spazio alla cura più intima del proprio senso del benessere, come massaggi, saune, terapie alternative. Il professionista del Wellness è con tutta probabilità la figura emergente dei prossimi anni, nel panorama del benessere, sarà un trainer che potrà (e dovrà), avere competenze nell’esercizio olistico - Power Stretch®, Pilates, Yogaflex, Posturologia… - ma anche negli interventi alternativi, come il saper consigliare un percorso termale, un trattamento a base di massaggi, aromaterapia, cromoterapia e una pianificazione nutrizionale appropriata. Inoltre, non bisogna radicare una idea di Wellness legata solo all’olistico ma occorre allargare l’orizzonte fino a percepire (e far percepire), il Wellness come elemento integrato agli allenamenti fisici per un benessere interiore oltre che esteriore.
Si intravede così all’orizzonte un nuovo professionista, che assume tutte le nozioni già esistenti
oggi, e che risulterà il nuovo modello di personal trainer di domani.

Nota per i lettori
Qualcuno avrà notato che ho scritto con la lettera iniziale maiuscola sia Fitness che Wellness. In realtà è giornalisticamente - ma anche grammaticalmente - scorretto, in quanto si tratta di due sostantivi.
È però consuetudine dare maggiore dignità a un movimento nuovo, assegnandogli la maiuscola. Sono sicuro che alcuni ricorderanno come, all’inizio, il termine Fitness veniva così indicato, mentre quando è entrato nel lessico quotidiano è divenuto fitness, così come pallacamestro,
o ginnastica o aerobica. Oggi il Wellness sta subendo gli stessi destini. Attualmente è maiuscolo ma, sono certo, entro breve acquisirà la minuscola che gli compete, perchè sarà un settore comunemente accettato. In questo articolo, per non creare differenze di importanza, ho messo la maiuscola sia a Fitness che a Wellness.
Troppo fervore mentale? Direi di no, dal momento che noi siamo davvero attenti a tutto ciò ci dia la possibilità di mostrare attenzione!

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